Località e percorsi Turistici

L'origine del paese è molto antica e probabilmente è dovuta al fatto che alcune famiglie gentilizie della vicina Tropea si riversavano nelle redditizie campagne circostanti per trascorrere l'estate. Il "Largo Barone" e la chiesa di "S. Anna", un residuo arco sporgente da un muro di una casa vicina alla suddetta chiesa, un grandioso portale in granito nella contrada "Pissione" sono ancora le testimonianze della predilezione delle famiglie patrizie tropeane per questo lembo di terra baciato dal mare.

Il nome Santa Domenica risale da "Casale di Santa Domenica" che prendeva il nome da una ragazza, nativa di Tropea intorno al 300d.C., che abitualmente nel periodo estivo, si trasferiva con i genitori profondamente cattolici, nella casa di campagna dell'attuale territorio a cui e stato attribuito il nome della Santa, la quale fu decapitata all'età di 16 anni, il 6 Luglio 303, da pagani che tentarono inutilmente di rinnegare la fede cristiana. Distante da Tropea solo 3 Km e da Capo Vaticano 5 km, come quasi tutti i paesi della Costa degli Dei, e proiettata verso il mercato del turismo.

Visitare Santa Domenica di Ricadi

La spiaggia di "Baia di Riaci", famosa per il suo maestoso scoglio, ma anche un ottimo posto per fare immersioni subacquee. L'antico borgo, situato su una collinetta, sulla cui sommità e possibile visitare la bella Chiesa dedicata a Santa Domenica. Le discoteche. In S. Domenica sono nate le più importanti e conosciute discoteche di tutta la Costa degli Dei.

La piazzetta centrale dove si trovano vari bar" caratteristici frequentatissimi nel periodo estivo. Da visitare: Nell'entroterra il Parco dello Serre e sul litorale la rinomatissima Tropea e la magnifica località di Capo Vaticano.

Visitare Capo Vaticano

Lo sperone che, partendo dalla grande catena dell'appennino Calabrese arriva fino al Mar Tirreno, prende il nome di Capo Vaticano.(anticamente Taurianum Pronuntiurum), uno dei più suggestivi rilievi costieri italiani, oggi all’avanguardia del turismo internazionale. Esso divide i golfi di Santa Eufemia e di Gioia Tauro. Il territorio fa parte del comune di Ricadi e dista circa 10 Km da Tropea. Anticamente il "Capo" era un posto sacro conosciuto in tutta la Magna Grecia, poiché qui sacerdoti e indovini scrutavano il futuro. Nel corso dei secoli le antiche civiltà vi lasciarono tracce delle loro manifestazioni artistiche, culturali e scientifiche.
Cosa c'è da vedere a Capo Vaticano? La costa. La costa è molto frastagliata, le cui spiagge, tante piccole baie, sono raggiungibili soprattutto seguendo sentieri scavati nella roccia o solo via mare. • I fondali. I fondali della zona sono certamente preda ambita da chi pratica sub, per la sua fauna e flora particolarmente sviluppata dove vive la popolazione ittica più numerosa e variegata d'Italia. Troverete fondali rocciosi intorno agli scogli del Mantineo, del Vadaro e della Galea, e un fondale sabbioso davanti alle spiagge di Grotticelle e del Tono. • Il faro. Questo è uno dei tanti stupendi belvedere di Capo Vaticano. Con stradine scavate nella roccia, da dove si può osservare, la costa sud Tirrenica della Calabria, le Isole Eolie e perfino lo Stretto di Messina. Prende il nome dal Faro situato nei suoi pressi.

Visitare il Parco delle Serre

Le Serre costituiscono un gruppo montuoso che si allunga per circa 45 km tra la gola di Marcellinara a Nord e il piano di Limina a Sud, formando un doppio spartiacque : la serra occidentale o tirrenica, che culmina nel monte Crocco (1276 m), e la Serra orientale o ionica, che raggiunge la massima elevazione nel monte Pecoraro ( 1423 m). Cascate molto belle adornano i corsi d’acqua delle Serre, dando vita ad architetture naturali di incredibile suggestione. L’area del Parco è caratterizzata dalla presenza diffusa di boschi e foreste, macchie mediterranee, pascoli, coltura agrarie. Notevole importanza nelle Serre rivestono i luoghi di culto (come l’ Abbazia dei Monaci Certosini di Serra S. Bruno, una delle poche rimaste ancora in attività, e la tomba di San Bruno di Colonia, fondatore dell’Ordine dei Certosini), gli itinerari ecologici-naturalistici, nonché le testimonianze dell’archeologia industriale dell’epoca borbonica; infine numerose sono le sorgenti, i torrenti e le fiumare. Il clima è di natura mediterranea con inverni miti ed estati calde.

Tropea

....e i suoi borghi

Una perla preziosa nella splendida collezione del turismo internazionale, ma anche luogo di antichissime leggende e di storia millenaria. Sorge su un promontorio che si vuole che il suo fondatore sia stato Ercole allorché dalla Spagna passò in Italia.

Per tale sua origine fu denominata in passato Porto Ercole. Tuttavia la storia vera e propria di Tropea inizia in epoca romana quando lungo questa costa Sesto Pompeo sconfisse Cesare Ottaviano. Per celebrare la vittoria fu fondata Trionfera. Ebbe un ruolo importante sia in epoca romana che successivamente sotto l’occupazione saracena e ancor di più sotto i Normanni e gli Aragonesi. E’ patria del filosofo Pasquale Galluppi (1770 – 1846) e dei fratelli Vianeo, iniziatori della rinoplastica nel sec. XVI in Italia.

Tropea è anche il centro più noto dell’intero promontorio del Poro, quasi un’acropoli tra il golfo di S. Eufemia e quella del golfo di Gioia Tauro. Qui è sorta la maggior parte di villaggi turistici di livello medio-alto. La struttura orografica ha determinato la posizione a terrazzamenti a picco sul mare; le case, perciò, sono spesso mimetizzate tra agrumeti e uliveti.

Tropea offre la possibilità di vivere il paesaggio, l’arte, l’eleganza del suo centro, un enorme “balcone” barocco sul mare, che guarda gli isolotti di San Leonardo e di S. Maria dell’Isola. Qui è il santuario benedettino medievale posato come una ninfea su uno scoglio di arenaria.

Da visitare Piazza Duomo, situata in posizione diagonale rispetto alla Cattedrale Normanna, è annunziata da una loggia porticata di età sveva con archi a sesto acuto. Nella piazzetta retrostante la Cattedrale si apre, come per incanto, un panorama ricco di colpi di scena: la cupola di Michelizia, il Faraglione, la Pizzuta, la marina di Parghelia, l’arenile della marina e qualche resto di mulino medievale.

L’itinerario urbano si conclude nella balconata della villetta, da dove si può ammirare quella striscia di terra in mezzo al mare su cui è costruita la Chiesa di Santa Maria.

Sul punto più elevato della città medievale si erge il monumento più insigne di Tropea: la Cattedrale. Di origine normanna o secondo alcuni prenormanna la cattedrale, più volte rimaneggiata, specie dopo il terremoto del 1783 è stata restituita in parte alle forme dei secoli XI – XII. Inoltre da visitare: la Chiesa S. Demetrio, Chiesa S. Annunziata, Chiesa della Michelizia, Cappella del Monte di Pietà, Chiesa di S. Maria della Sanità, Chiesa del Gesù, Chiesa di S. Giacomo.

Per altre informazioni su Tropea, Capo Vaticano e dintorni si rimanda alla guida turistica e gastronomica: www.tropea.biz